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Conall

 

Il dipinto

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LA BELLEZZA DEL DECORO DI UN FRANTOIO DI FINE ‘700

[/vc_column_text][vc_empty_space height=”22″][vc_column_text]A sinistra dell’ingresso la zona destinata al frantoiano: un camino e un giaciglio scavato nel tufo come il resto del trappeto, con le tre pareti intonacate e dipinte che ricoprivano tutto l’angolo del giaciglio. Al di sopra i dipinti, di fine 1700 ed inizi 1800 circa di gusto decorativistico, non ad affresco, ma su di un intonaco già secco; mantenuto in buone condizioni grazie al buio che ha impedito la crescita di microflora. I pigmenti sono terre naturali o calcinate, attraverso queste terre non è possibile risalire ad alcun periodo storico perché sono stati usati dalla preistoria ad oggi: i rossi sono terre ferrose naturali, i bruni sono i rossi bruciati ovvero cotti, la terra d’ombra naturale verdastra è a base di ossidi ferrosi e di ossido di manganese, il nero da calcinazione di vegetale o da ossa. I dipinti si presentavano celati da sali e scialbature biancastre che sono state asportate con meticolosi lavori di pulitura tramite compresse solventi neutre e asportazione meccanica con bisturi e microfrese di gomma abrasiva.
Sulle pareti corte purtroppo sono visibili solo piccoli frammenti, più consistenti invece sulla parete di fondo dove sono visibili due fasce: la prima in alto con foglie e fiori stilizzati, la seconda in basso dove si intravede un dipinto molto frammentario più naturalistico, con alberi cespugli e forse animali. Sono state stuccate le lacune di profondità per creare soluzione di continuità ed attenuare le macchie, oltre a dare consistenza alla superficie pittorica; la stuccatura è stata eseguita con malta tradizionale composta come quella originaria da polvere di pietra e calce idrata, spatolata ed una volta asciugatasi ritoccata e patinata con adeguati colori per restauro, reversibili e stabili.[/vc_column_text]

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